WWW9: un treno da
non perdere. (Internet News)
Gli incontri e i convegni
internazionali che hanno per argomento Internet e il World Wide Web non si contano più:
la World Wide Web Conference, però, rimane unoccasione unica per un contatto
diretto con i lavori dei comitati tematici del W3C.
l fatto che, dopo una lunga assenza, la
nona World Wide Web Conference, in breve WWW9
(http://www.www9.org)
momento di confronto con i comitati tematici del W3C
(http://www.w3.org) sia
tornata nel maggio scorso in Europa, ad Amsterdam, ha fatto rinascere in molti addetti ai
lavori le speranze di un ruolo più attivo del Vecchio Continente nello sviluppo del Web
e, di conseguenza, nelle decisioni sul futuro di Internet. Anche la numerosa e qualificata
presenza italiana ha costituito, almeno per noi, un motivo di conforto.
Per chi ad Amsterdam non cera, è necessario spiegare i motivi concreti alla base di
queste speranze. Partiamo da un fatto apparentemente scontato: la presenza delle
tecnologie del Web nella nostra vita quotidiana è solo agli inizi, e la loro importanza
è destinata a crescere rapidamente.
Non cè dubbio che negli ultimi anni la Rete abbia subito un eccezionale sviluppo
grazie alla tecnologia americana, che lha portata a diventare il motore e il luogo
delleconomia globale quella new economy di cui tanto si parla. Per questo
motivo, molti osservatori hanno espresso il timore che leconomia globalizzata possa
essere il veicolo di una sola cultura, quella appunto del mercato statunitense. Il
messaggio del WWW9 è che queste preoccupazioni, anche se giustificate, potrebbero essere
clamorosamente smentite in un prossimo futuro.
Prima di passare ai dettagli tecnici, è il caso di fare una riflessione generale. I
nostri lettori sanno benissimo che laccesso al WWW non è più limitato ai computer,
e il Web sta già facendo la sua comparsa sui nostri telefonini e sulle agende
elettroniche. Certo, la tecnologia di trasporto che sta alla base di queste applicazioni
è, e resterà, di produzione statunitense: ma le tecniche per la presentazione e la messa
a punto del contenuto, cioè la personalizzazione dei servizi da offrire attraverso questi
nuovi canali, costituiscono per gli operatori europei unoccasione irripetibile di
far sentire la propria voce. Al WWW9 abbiamo visto numerosi prototipi europei di servizi
Web legati allo stile di vita dei singoli e destinati alle automobili, alla domotica e
persino agli accessori di abbigliamento e alla nautica da diporto. Se queste applicazioni
vi sembrano troppo frivole, basterà ricordare i nuovi sistemi per la diffusione
dellinformazione culturale discussi nella Culture Track, ben organizzata e condotta
dallitaliano Alfredo Ronchi.
Il Web intelligente
Per tradurre le riflessioni
che abbiamo appena fatto nel linguaggio tecnico preferito da progettisti e Webmaster,
diremo che al WWW9 si sono visti i primi risultati degli sforzi compiuti dalla ricerca per
creare un Web intelligente, cioè un sistema in grado di raggiungere milioni di persone
adattando automaticamente i propri contenuti e le modalità di presentazione delle pagine
alle esigenze dei singoli utenti. In pratica, si tratta della promessa originale e
mai mantenuta del WWW: quella della «comunicazione di massa rivolta
allindividuo». La scelta della tecnologia di base per la rappresentazione dei dati
che sarà usata sul nuovo WWW è già stata fatta 2 anni fa, con lintroduzione
delleXtensible Markup Language (Xml); ma la definizione dello standard Xml ha
rappresentato solo il primo passo in questa direzione. Grazie al fatto che permette di
definire linguaggi di marcatura orientati alle applicazioni (i cosiddetti DTD o Document
Type Definition), che usano tag provvisti di significato (per esempio <prezzo> o
<descrizione>) Xml permette ai siti intelligenti di conoscere la natura delle
informazioni che contengono, e di operare delle scelte personalizzate in fase di
presentazione allutente.
Da solo, però, Xml non basta: occorrono, infatti, tecniche semplici e veloci per
stabilire quale informazione trasmettere e come presentarla, sulla base degli interessi
dellutente e del canale di accesso al servizio che utilizza. Il WWW9 ha documentato
la raggiunta maturità delle tecnologie ausiliarie di trasformazione che permetteranno a
Xml di mantenere le sue promesse.
Il futuro di Xsl e CSS-2
Quando accede a un servizio
Web, lutente vuole trovarsi in un ambiente familiare ma nello stesso tempo
perfettamente adattato alle caratteristiche dello strumento daccesso (computer,
televisione, telefonino o Pda) che sta usando. La soluzione banale di creare una copia del
sito per ciascun metodo di accesso si scontra con insormontabili difficoltà di
aggiornamento e gestione, soprattutto quando si tratta di pagine dinamiche. Gli addetti ai
lavori stanno realizzando server Web multiprotocollo, che adattano il loro contenuto
memorizzato in forma «astratta» alle caratteristiche del trasporto e del terminale usato
per laccesso. Tecnicamente, la precondizione per questa versatilità dei server è
la netta separazione del contenuto dalle modalità di presentazione, che devono essere
inserite in un linguaggio ad hoc e memorizzate separatamente. Chi realizza siti Web sa
bene che il primo passo in questa direzione è già stato fatto per Html, con
ladozione dello standard Cascading Style Sheet (CSS), arrivato alla versione 2.
CSS-2 non è indissolubilmente legato a Html, e può essere usato anche con Xml;
questultimo formato è stato però dotato di un suo linguaggio di presentazione
assai più completo e potente, Xsl, in grado di definire il layout delle pagine Xml con il
livello di controllo desiderato da grafici e designer. Molti operatori ci hanno chiesto in
questi mesi se la strada di CSS non sia quindi destinata a terminare troppo presto, a
pochi anni dalla sua nascita.
Ad Amsterdam, il comitato del W3C ha invece chiarito una volta per tutte che i 2 standard
di presentazione non sono alternativi ma complementari: CSS-2 (che continuerà a
evolversi) è stato definito per incoraggiare un primo livello di personalizzazione
quello relativo a font, sfondi e colori da realizzare soprattutto dopo che i dati
sono stati trasmessi sul browser dellutente che accede al Web in modo tradizionale.
Daltro canto, Xsl è la tecnologia delezione per i server multiprotocollo,
poiché si presta anche a essere eseguito sul server, prima che i dati vengano trasmessi.
Xsl trasforma linformazione testuale delle pagine in un formato a oggetti, i
cosiddetti flow object, mirato al browser installato sul dispositivo di accesso di cui
lutente dispone. In un sito multiprotocollo, Xsl permette di definire in modo
dichiarativo i flow object orientati alle varie tecnologie daccesso (chi trova Xsl
difficile, pensi al problema di scrivere una servlet Java a partire da zero per risolvere
lo stesso tipo di problema
). Ovviamente, lesecuzione intensiva di
personalizzazioni Xsl su siti che contano migliaia di accessi al minuto comporta grossi
problemi di prestazioni, che dovranno essere risolti dalle implementazioni industriali
(notevoli, per esempio, le soluzioni proposte da Oracle che ha acquisito il
know-how di una piccola azienda americana e da Telcordia).
Trasformazioni generalizzate
La presentazione
multiprotocollo dei dati Xml costituisce, però, solo il primo passo verso il Web
intelligente. Al WWW9 si è discusso a lungo anche della personalizzazione dei contenuti
delle pagine per adattarle a una specifica comunità di utenti o addirittura al singolo
visitatore, in modo da migliorare la sua esperienza di navigazione o realizzare una
politica di controllo degli accessi. Prima di entrare nel merito della tecnologia da usare
per queste trasformazioni, occorre però decidere di quali informazioni bisogna disporre
per poterle eseguire. Basta il DTD Xml dei documenti presenti sul sito oppure servono
informazioni aggiuntive? Un primo comitato del W3C, quello sui linguaggi
dinterrogazione per Xml, sembra ritenere che il DTD sia sufficiente e ha appena reso
pubblici i requisiti che saranno alla base del linguaggio dinterrogazione che
permetterà di estrarre i contenuti dalle pagine Xml, statiche o dinamiche che siano.
Grazie a questo linguaggio, sarà possibile specificare gli elementi Xml che costituiscono
il documento personalizzato da mandare a un certo utente scrivendo uninterrogazione
basata sul DTD dei documenti generici disponibili sul sito.
Si tratta di unoperazione analoga a quella che oggi si può faticosamente compiere
scrivendo una servlet in grado di personalizzare, in base allutente, la query Sql
che crea una pagina Html dinamica, con la differenza che linterrogazione Xml sarà
riferita ai DTD delle pagine Xml e non allo schema relazionale del database sottostante.
Questa impostazione permette di usare più facilmente il Web come strumento di
integrazione tra sorgenti di dati eterogenee.
Lo standard W3C per il linguaggio di interrogazione è atteso entro i prossimi 3 mesi. Chi
fosse interessato, può vedere lottima implementazione del linguaggio Xql realizzato
dalla tedesca GMD http://www.gmd.de.
Il DTD Xml, però, costituisce solo una piccola parte dei metadati, ovvero delle
descrizioni che qualificano il contenuto delle pagine senza necessariamente farne parte
(pensate per esempio alle informazioni sullautore di una pagina o sul periodo di
validità delle informazioni contenute, che non fanno parte né della pagina né del DTD).
È facile capire che queste descrizioni soprattutto la parte temporale
possono essere importanti quanto e più del DTD per decidere quali informazioni mandare
allutente al momento della sua connessione.
Il W3C ha proposto da tempo uno standard (il Resource Description Format o RDF) per questi
metadati, ma il successo di RDF è stato molto inferiore alle previsioni. Al WWW9 Eric
Miller, che co-presiede il comitato W3C su RDF, ha sostenuto che lo standard trarrà nuova
linfa dalle tecnologie per il Web intelligente, per esempio per specificare le politiche
di distribuzione dellinformazione dei siti. Staremo a vedere.
Una volta individuate le informazioni necessarie per operare le trasformazioni, occorre
scegliere il linguaggio da usare per definirle. Come abbiamo già detto, il W3C sta
lavorando a uno standard per linterrogazione di dati Xml, ma nel contempo il
comitato che si occupa di Xsl ha definito Xsl-LT, il sottoinsieme di Xsl che permette di
trasformare i documenti Xml prima di trasmetterli. Al WWW9, molti operatori cercavano di
chiarirsi le idee su questa sovrapposizione di ruoli, che ricorda da vicino quella tra lo
stesso Xsl e CSS-2 di cui abbiamo già parlato. Le principali differenze tra Xsl-LT e il
futuro linguaggio dinterrogazione per Xml stanno nel potere espressivo ovvero
nei tipi di trasformazioni che è possibile scrivere e nella rappresentazione a
basso livello dei dati.
Dal punto di vista del potere espressivo, Xsl-LT è rivolto prevalentemente (anche se non
in modo esclusivo) alle trasformazioni monodocumento, che usano un documento Xml generico
presente sul sito per sintetizzare quello Xml personalizzato da mandare
allutente.
Si tratta, dunque, di un sottoinsieme del più generale linguaggio di presentazione. Il
futuro linguaggio dinterrogazione per Xml, invece, sarà rivolto in particolare alle
interrogazioni complesse di stile database, per esempio quelle che richiedono join tra
più documenti generici.
Quanto queste interrogazioni complesse saranno frequenti sui futuri siti intelligenti è
difficile da dire. Un progettista ex-Microsoft, sotto il velo dellanonimato,
azzardava una stima del 3%.
Per quanto riguarda il formato di basso livello, Xsl-LT è parte integrante di Xsl e
quindi utilizza i flow-object orientati alla presentazione, mentre i prototipi disponibili
dei linguaggi di interrogazione si basano sul formato standard DOM (Document Object Model)
oggi arrivato al livello 2. Come si sa, DOM Level-2 memorizza gli elementi Xml (sia quelli
dei documenti, sia quelli dei DTD) come oggetti dotati di uninterfaccia standard, il
che rende facile scrivere codice Java o Javascript per eseguire le trasformazioni.
Inoltre, gli oggetti DOM possono essere facilmente resi persistenti, il che permetterà ai
futuri server intelligenti di definire memorie cache con la granularità degli elementi
Xml, un fatto essenziale per ottenere buone prestazioni. Tuttavia, lutilizzo
efficiente di DOM su server Web ad alte prestazioni è tuttora oggetto di ricerca.
La sfida è aperta
Il WWW9 ha mostrato che la
famiglia di tecnologie proposte per il Web intelligente è praticamente pronta, e navigare
sul Web tra 3 o 5 anni sarà unesperienza molto diversa da quella di oggi. Non si
tratta però di tecnologie «hard» che richiedono alti investimenti, come quelle
trasmissive, su cui il primato tecnologico degli Stati Uniti resterà indiscutibile. Dopo
anni di pagine-vetrine tutte uguali, il Web intelligente sarà progettato per farsi carico
della diversità tra gli interessi delle comunità degli utenti. Per la vecchia Europa,
questo nuovo Web è un treno da non perdere.
Saremo capaci di fare la nostra parte? |