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NET CRONACA         


  14.04.2003

DIARIO AMARANTO

Un giusto pareggio ottenuto con una ripresa esemplare

Missione compiuta in una partita dai due volti. La Reggina rischia nel primo tempo di capitolare definitivamente salvata in due occasioni, mentre è sotto di un gol, prima dal piede e poi dal “sedere” di Belardi. Ma la stessa Reggina sfiora il successo nella ripresa quando Cozza si vede parare strepitosamente da Massimo Taibi una conclusione di Cozza. Intendiamoci: per quello che si è visto nei novanta minuti il risultato di parità è giusto. Una sconfitta amaranto non ci stava proprio, considerato il volume di gioco espresso nella ripresa. De Canio parte con una formazione più prudente: le scelte sono adeguate perché Diana è costretto a dichiarare forfeit per guai fisici (non andrà neanche in panchina) sostituito da Mozart, mentre viene inizialmente sacrificato Di Michele per far posto a Mamede. La Reggina decide di impostare la gara con una tattica d'attesa, aspettando l'Atalanta sulla sua “trequarti” per poi sorprenderla in contropiede grazie alle azioni di Cozza e Nakamura. Mamede serve per fronteggiare Doni. Sulle altre due punte orobiche, Vugrinec e Rossini agiscono rispettivamente l'ottimo Jiranek e l'esperto Torrisi. Dietro protegge e raddoppia Vargas. Nella zona centrale del campo su Zauri e Dabo si alternano Paredes e Mozart. Cozza agisce sul fronte sinistro controllato da Siviglia mentre Tramezzani prende in consegna Nakamura. Falsini, sul corridoio di sinistra, s'incrocia con Gautieri. Se è giusta l'impostazione, in un collettivo in cui però serve il contributo dei singoli non sempre i risultati sono soddisfacenti. Intanto la Reggina soffre il gioco “lungo”, quasi all'inglese dell'Atalanta che spesso taglia il centrocampo e giunge direttamente alle punte. Alcune pedine di De Canio non girano per il verso giusto: Nakamura non entra mai in partita, Paredes disputa un primo tempo zeppo di errori (crescerà per fortuna nella ripresa), Mozart non gioca da tempo e si vede. L'Atalanta, pur non offrendo uno spettacolo di bel gioco, riesce così ad imporre il ritmo di gara alla Reggina che per tutto il primo tempo non è in grado di costruire un'azione offensiva degna di tal nome. Bonazzoli, unica punta, si muove ma viene sovrastato nel gioco aereo da Natali, implacabile di testa e che alla fine meriterà la palma del migliore in campo. Eppure anche Natali commette un errore, alla maniera del mitico ispettore Rock rimasto senza capelli per non aver mai usato la famosa brillantina Linetti (roba da carosello televisivo degli anni Sessanta...). E l'errore di Natali consentirà a Bonazzoli di alzarsi come un missile per colpire di testa (il cross è di Falsini) e infilzare Taibi. L'1-1 è così fatto.
Ma torniamo al primo tempo. Sono di fronte una squadra che non vuole giocare al calcio (l'Atalanta) ma che intende vincere a tutti i costi e un'altra, la Reggina, che non riesce a trovare il ritmo giusto perché ci sono giocatori e meccanismi che non funzionano. Tanto che gli amaranto stentano a far circolare la palla, sbagliano troppo. Quando l'Atalanta passa in vantaggio con Doni (la rete è viziata dal fuorigioco, Copelli, collaboratore di Bolognino, dorme), la Reggina è costretta ad abbandonare l'atteggiamento prudente. De Canio esclude Mamede e ricostruisce la formazione-base con Di Michele seconda punta. Nakamura retrocede a centrocampo mentre Paredes va su Doni. Ma non cambia molto perché la Reggina gira a vuoto, non riesce a fare tre-quattro passaggi e, quando si sbilancia, subisce il contropiede dell'Atalanta. La fortuna in due occasioni aiuta l'audace Belardi (che è anche bravo) e così il primo tempo finisce senza ulteriori danni. L'Atalanta – è chiaro – non può reggere quei ritmi e così viene fuori la squadra che sa giocare al calcio: si vede la bella Reggina del “Granillo”, quella che sa far girare la palla e che entusiasma. E quando Vavassori, assalito dalla disperazione, si affida a Pià al posto dello spento Vugrinec, De Canio fa una mossa perfetta: esclude Nakamura in giornata negativa e piazza Franceschini. La difesa amaranto diventa più solida: Jiranek (implacabile) passa su Doni, Franceschini e Torrisi controllano Pià e Rossini. Non ha così scampo l'Atalanta che viene “controllata“ a dovere da una Reggina che ha più idee e più gioco. I nerazzurri riescono a salvare il pareggio grazie a Taibi. Il punto in trasferta serve per consentire alla Reggina di restare davanti all'Atalanta (quindi in posizione di salvezza) e per rompere l'incantesimo delle sconfitte fuori casa. La Reggina del secondo tempo offre solide garanzie perché è la squadra voluta da De Canio, una squadra che si trova a suo agio quando trova avversarie che la lasciano giocare. L'Atalanta nel primo tempo ha cercato di bloccarla. E ci è riuscita consumando molte energie, pagando poi lo scotto nella ripresa. Per gli amaranto missione compiuta, quindi.

 

   14.04.2003

Falsini dominatore della fascia sinistra
Jiranek una bella sorpresa

BELARDI 6,5 Con un pizzico di fortuna ma anche di temerarietà salva un paio di occasioni da gol dell'Atalanta. Il resto lo sbriga con sicurezza.
JIRANEK 7 Una vera, piacevole sorpresa. Ha fatto di tutto: ha marcato con bravura e si è proposto con altrettanta bravura. Incontenibile in alcune discese sulla destra.
VARGAS 6 Tutto sommato una buona gara. Qualche rinvio deciso, qualche appoggio giusto e qualche incertezza. Pericolosa quella che alla fine poteva dare la vittoria all'Atalanta.
TORRISI 6,5 È in forma e si vede. Un recupero importante, il suo. Sicuro, bravo nel gioco aereo, furbo quanto basta.
MAMEDE s.v. Una trentina di minuti ricchi solo di confusione.
PAREDES 6 Lo merita il Paredes del secondo tempo assai bravo e deciso. Quello del primo non si è capito a che cosa stesse giocando.
COZZA 6,5 Nel complesso una gara brillante. È uno dei pochi ad avere idee chiare e soprattutto un gran tiro. Diciamo che è stato sfortunato e che Taibi, suo ex compagno, si è superato.
NAKAMURA 5,5 Stenta ad essere lui. Non è il giocatore brillante che tutti conosciamo. Indugia, tentenna, si esprime solo con passaggetti di pochi metri.
FRANCESCHINI 6 Non viene mai meno al suo dovere. Un vero francobollo che si appiccica ovunque lo si metta.
MOZART 6 Brutto primo tempo. Gambe molli e riflessi lenti. Ripresa decisamente migliore. Più padronanza del gioco e miglior possesso di palla.
RASTELLI s.v. Pochi minuti, anche per addormentare il gioco.
FALSINI 6,5 Solo qualche incertezza in fase difensiva. Nel complesso una bella gara sulla fascia sinistra e quel cross al bacio per la testa di Bonazzoli.
BONAZZOLI 7 Gran gol. È salito in cielo per agguantare quella palla. E poi tanta generosità e tanta corsa per opporsi ai difensori atalantini che volevano andare avanti.
ATALANTA: Taibi 7, Siviglia 6, Natali 7, Sala 6.5, Tramezzani 6.5, (35' Bellini 6), Gautieri 5.5 (31' s.t. Bianchi s.v.), Zauri (6.5), Dabo 6, Doni 6.5, Rossini 6, Vugrinec 5.5 (16' s.t. Pià 6).